Baloccandoci con html e Press This

Teresa Amabile: Track Your Small Wins to Motivate Big Accomplishments on Vimeo
Girovagando per la rete mi imbatto in questo bel video, che uso per provare ad utilizzare un paio di balocchi che ho recentemente scoperto su WP e grazie al nostro mitico prof.
Uno è il widget di WP Press This, che ho trascinato sul mio cruscotto di Chrome (cioè brutalmente trasportato con il mouse nello spazio sottostante la barra degli indirizzi), e che mi permette, quando navigo in Internet, di creare un nuovo post a partire dalla pagina in cui sto navigando, semplicemente cliccando sull’icona Press This. E’ in questo modo che sto creando questo post, a partire dalla pagina del sito web Vimeo sul quale ho trovato il video.
Ne approfitto per baloccarmi un po’ con l’html… mi piace! In questo video Teresa Amabile, che viene considerata una dei 50 pensatori più influenti al mondo in questa classifica di Forbes spiega perché è estremamente utile tenere un diario (come ci ha per l’appunto chiesto di fare il nostro prof, fin dall’inizio). Ci sono un paio di punti nel video in cui Teresa fa una bella lista puntata delle cose da tenere in mente. Ora con calma ve la riporto usando l’html.

Qualche consiglio su come tenere un diario

(al minuto 13.23 del video):

  1. Start small
  2. Target a time
  3. Load a memory trigger
  4. Find your medium
  5. Refresh and reflect
  6. Write/Sketch/Doodle/Sing about…

Lo slogan è un po’ quello che viene fuori leggendo i commenti di tutti gli abitanti del villaggio che piano piano imparano a fare tante cose nuove:
Track Your Small Wins to Motivate Big Accomplishments!
Il tutto è un po’ americano, però c’è del vero:
Small wins can accumulate to a great breakthrough
oppure, per dirlo in altre parole…
Genius is 1% inspiration, 99% perspiration

Per chi volesse approfondire, Teresa ha un sito, che si chiama non a caso Progress Principle

Dimenticavo, il sito Web3Schools, consigliato dal prof. per fare le prove di html, è veramente fantastico, io in particolare ho utilizzato questa pagina per esercitarmi con le liste numerate.

Scambio di Casa – sembra un off topic, ma forse non lo è

Questi giorni di vacanza sono stati l’occasione per continuare a visitare le case del villaggio, non credo di averle ancora viste tutte, ma ne ho viste parecchie, ed alcune sono davvero belle e accoglienti, altre sono un po’ più spartane, altre molto frequentate da gente che passa a prendere un caffè o fare un saluto, altre ancora sembrano quasi disabitate, si ha l’impressione che i proprietari non ci abbiano ancora traslocato del tutto. Mi è sempre piaciuto entrare nelle case degli altri, perché secondo me, da com’è una casa, si capiscono tante cose delle persone che ci abitano e anche del luogo in cui siamo. Mi è anche sempre piaciuto avere gente in casa, e infatti a casa mia c’è sempre stato un letto in più o un divano disponibile per chi si voleva fermare, e di persone ce ne sono passate tante. Sarà per questo che, con la mia famiglia, ormai da qualche anno facciamo le vacanze utilizzando il sistema dello scambio di casa. Ci sono ormai tanti siti, noi solitamente utilizziamo quello storico, Home Exchange, e la cosa sta diventando anche un po’ di moda, infatti ultimamente se ne parla spesso su giornali e riviste, e il tema è stato recentemente proposto anche nella prova di inglese agli esami di maturità linguistica. Quello che vorrei sottolineare è che il risparmio (che comunque c’è) non è nemmeno lontanamente la principale ragione per fare uno scambio. La cosa più bella è proprio la scoperta dell’altro, e la possibilità di conoscere il paese che si va a visitare dal punto di vista di chi in quel paese ci vive. Cosa ben diversa da quelloDSC_1318 che avviene soggiornando in un albergo. Negli ultimi anni con la mia famiglia abbiamo trascorso vacanze indimenticabili in varie regioni della Francia, in Olanda, in Danimarca e persino in California (la foto che vedete nel blog l’ho scattata proprio lì, durante una passeggiata in uno dei numerosi parchi naturali della mitica costa di Big Sur). Ogni volta c’è stata l’emozione della scoperta, lo scambiarsi informazioni e dritte sui posti più belli da vedere, le mostre da visitare, i negozi dove acquistare le specialità locali o i ristoranti dove andare a cena. Per i bambini è un’esperienza veramente fantastica, perché imparano a condividere, lasciando i propri giochi a disposizione di chi verrà, ma anche a rispettare i giochi e gli oggetti che i bambini dell’altra famiglia hanno lasciato per loro. Ecco, nel villaggio sta un po’ succedendo la stessa cosa: si va a scoprire le case degli altri, ci si scambiano consigli, si imparano cose. Uno dei blog che ho apprezzato di più in questi ultimi giorni è quello di Emanuela, che ha creato una serie di pagine in cui ha messo nero su bianco le istruzioni per fare alcune cose, ad esempio:

Come fare un audiopost

Come inserire un ebook in un post

Come fare un videopost

E poi, la sua casa è proprio bella, si vede che è un’artista!

La Parola

Bellissimo post del prof., che con il contributo di alcuni abitanti del villaggio, Cristina in primis, ci ricorda l’importanza della parola, e dell’umanità che vogliamo e dobbiamo comunicare tramite la macchina, che non deve essere mai un fine ma solo un mezzo. Lasciando la parola a Andreas, noi non vogliamo che i banali ma portentosi miracoli della tecnologia vadano sprecati, o peggio volti a bassi fini. Noi li vogliamo usare all’antica: li vogliamo descrivere con le nostre parole, li vogliamo sperimentare con le nostre mani, ci vogliamo riflettere con la nostra testa; noi vogliamo scoprire cosa ci possiamo fare, vogliamo inventare cosa ci potremmo fare perché vogliamo farci molto.

Animal School

E’ vero, i quiz possono essere anche divertenti, ma non se diventano il modo per fare graduatorie tra le scuole di serie A e le scuole di serie B, come rischia di succedere con i tanto criticati test Invalsi. Proprio in questi giorni mi sono imbattuta in questo articolo, che prende ad esempio una prova Invalsi somministrata nelle classi quinte della scuola primaria 3 anni fa. L’articolo, pubblicato sul sito Donne e Scienza, pone l’accento sul fatto che il testo scelto per la prova possa perpetuare una concezione sessista della società, in cui le femmine hanno una posizione gerarchicamente inferiore per natura. E così sia? No! Certo che no! Non so come la pensino gli abitanti del villaggio, ma a me questa cosa proprio non va giù. E non mi va giù nemmeno che per valutare gli apprendimenti si utilizzino dei test come quelli invalsi, anche perché, per valutare, bisogna anche capire chi è la persona che stiamo valutando, da dove è partita e dove è arrivata (eh vabbè, mi direte, le prove Invalsi prendono in considerazione vari dati cosiddetti di “background”, ma invece no, non è sufficiente). Sono la prima a dire che nella scuola italiana serve una valutazione seria, e che probabilmente certi insegnanti e certi dirigenti dovrebbero andarsene a casa o per lo meno cambiare mestiere, però la valutazione va fatta in modo serio, e soprattutto, prima di cominciare a valutare bisogna investire, nella scuola pubblica, negli insegnanti, in tutto il personale, investire pesantemente. E allora, solo allora, si può iniziare a pensare a come valutare. Non è certo il caso di iniziare a farlo con dei quiz come quelli Invalsi, arrivati per giunta dopo anni e anni di tagli indiscriminati (ogni riferimento a Gelmini & C. è puramente casuale). Concludo proponendovi questo bellissimo video, che ci fa capire come il modo in cui accogliamo ogni bambina o bambino, ragazza o ragazzo, nella scuola, possa segnarne il futuro in modo indelebile.

Un po’ di ordine

Oggi ho continuato a girellare tra i blog (mi dà un senso di vertigine… sono tantissimi, chi ce la fa a fare una visita a tutti?) e ho provato a mettere un po’ di ordine nel mio usando le categorie. Ho aggiunto qualche categoria, oltre a cMOOC, anche English Language Teaching, per i post che riguardano l’insegnamento dell’inglese, e poi anche Learning e Tools (con cui contrassegnare i post che riguardano l’apprendimento in generale e i vari strumenti che stiamo imparando a utilizzare). Sono abbastanza soddisfatta. Mi sono anche iscritta alla rete La Scuola che Funziona e ho aderito al Manifesto degli Insegnanti, veramente “inspiring”. Ce l’avrò il tempo di seguire tutto? Mah!

Great teachers are great learners

Nemmeno io posso fare a meno di ripubblicare questo bellissimo video, se solo anche in Italia prima o poi si capisse l’importanza di investire sul capitale umano, nella scuola! E invece, solo alcuni mesi fa, ci siamo ritrovati con un Ministro dell’Istruzione che diceva che con gli insegnanti bisogna usare “il bastone e la carota” (che onta! non riesco a dimenticarlo!), e diciamocelo, negli ultimi anni i nostri ministri dell’istruzione hanno sempre dedicato il loro tempo a mortificare la scuola, sottraendole risorse, come se dipendessero direttamente dal Ministero dell’Economia e non avessero minimamente a cuore la qualità della scuola pubblica (perché i finanziamenti per quella privata, ahimè, non sono mancati).

giorgiomici

 

Ripreso da una segnalazione tratta dal “marasma” RSSOwl, ho perduto per strada l’autore del post e me ne scuso.
Non posso, però, fare a meno di ripubblicarlo, perché ispirato e davvero molto ben realizzato.
Creato dall’ Australian Institute for Teaching and School Leadership, misura soprattutto la distanza abissale tra ciò che potrebbe essere (e per alcuni è) il lavoro di insegnante e la realtà quotidiana nella quale si vive.
Non so voi…

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Podcasts e Videocasts per apprendere l’inglese

Dato che questo blog dovrebbe essere anche un Teacher Portfolio, creo una nuova categoria, English Language Teaching, e inizio a postare qualche link di podcast e videocast interessanti. Uno di questi si chiama English Class 101 e contiene dei videocast molto carini, suddivisi anche per livelli. Quelli che finora mi sono sembrati più maneggevoli e più facili da usare anche in classe quando si hanno alcuni minuti prima che suoni la campanella, sono quelli che si chiamano English in 3 Minutes. Sono anche sottotitolati in inglese, il che è veramente fantastico, e contengono topics di grande utilità per conversare del più e del meno in inglese, oltre a qualche consiglio di tipo più culturale (ad esempio il #20… su Talking about Ages). Sono accessibili gratuitamente su smart phone, tablet o via computer su YouTubeEdu.

Patterns

Oggi mi sono rilassata colorando un mandala con mio figlio. Faccio una prova di mobile upload. Dopo aver fotografato il mandala con il cellulare, ho aperto l’applicazione mobile di WP e ho caricato la foto. Come i pattern dei linguaggi xlm e simili, come i pattern dei maglioni irlandesi, anche il mandala può essere una bella immagine su cui soffermarsi a meditare.

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Pasticciare con i file di codice, atto terzo

Ecco che il prof pubblica qualche chiarimento in più su come aggeggiare sui file di testo utilizzando dei syntax highlighters. Mi scarico subito quello che il prof consiglia per il Mac, Text Wrangler, ed ecco come diventa tutto bello colorato il file oplm con i feed dei nostri blog:

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Ora sì che si vedono i pattern! Che soddisfazione!