Prova di upload foto da Dropbox – Qualche mito da sfatare sulla Germania

Scrivo sulle note di iPad perché stamani il wi-fi non funziona (!)
Qui Comenius tutto ok, anche se mi stanno crollando tutti i miti sulla Germania!
Oswald, il docente coordinatore, dopo aver stressato tutti per due anni sul fatto che durante i vari meeting gli studenti dovevano essere coinvolti in workshops in international teams non sta organizzando nient’altro che normalissime visite a città e musei… (interessanti, però…)
Nei ristoranti nessuno parla inglese e non sono ancora riuscita a usare la carta di credito fornitami dalla mia scuola perché vogliono i contanti!
Il wi-fi a scuola non c’è e in albergo funziona un giorno sí e uno no!
Ciliegina sulla torta, oggi l’autista ha rotto il vetro del finestrino sul tetto del pulman per entrare in un parcheggio sotterraneo (e vi assicuro che uno dei miei studenti ha cercato di fermarlo, perché aveva capito cosa stava per accadere!)
E meno male siamo noi italiani che veniamo sempre considerati pasticcioni e disorganizzati! (forse è come in Benvenuti al sud, ci stanno facendo un teatrino per farci riprendere fiducia in noi stessi?)
E però:
La scuola (che è una sorta di istituto comprensivo, con alunni tra gli 11 e i 18 anni) è aperta alla città: un edificio moderno, ben illuminato grazie alle numerose pareti a vetri, pieno di colori, con bei murales lungo i corridoi, il cui cortile non è circondato da una cancellata come avviene di solito nelle nostre scuole, bensí è totalmente aperto, diventando tutt’uno con la città. I bambini anche piccoli fanno attività all’aperto, e i passanti li possono vedere in azione.
Tra le materie, anche economia domestica, educazione alla salute, educazione sessuale e all’affettività, etica e religione, che, incredibile ma vero, sono insegnate dalla stessa persona. Questo perché si ritiene che tutto ciò che riguarda il ben-essere della persona sia indissolubilmente legato (cibo, sesso, etica e/o religione come tante facce della stessa medaglia).
Forse quest’ultima cosa ci fa capire la distanza che ancora separa la maggior parte delle nostre scuole dall’apertura mentale che ci vorrebbe per dialogare con i nostri giovani.
Ma anche l’assenza di barriere mi sembra emblematica: se la nostra scuola, da molti adolescenti, viene percepita come prigione, forse un motivo c’è!
Ora provo a caricare una foto direttamente da Dropbox, su iPad.
No, non funziona, devo prima salvare le foto su Camera Roll di iPad. Dalla app di WordPress non vedo Dropbox.

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Nella foto, il nostro stand su Tuscany and the Renaissance nella scuola partner di Bocholt, al confine con l’Olanda.

P.S. poi, ieri, siamo andati a Amsterdam e lí tutto funzionava secondo le aspettative: wi-fi gratuito ovunque, carte di credito accettate, tutti, ma proprio tutti, parlavano un ottimo inglese. A soli 160 km di distanza. Ma una cosa in comune c’è: attenzione alle biciclette! Mai, ma proprio mai camminare sulle piste ciclabili!

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2 thoughts on “Prova di upload foto da Dropbox – Qualche mito da sfatare sulla Germania

    • Sí, ma infatti in Germania avrebbero molto da imparare dal nostro modello basato su inclusione e integrazione. Non solo relativamente ai disabili ma anche più in generale ( se pensi che i bambini vengono “selezionati” molto presto e solo a chi ha una certa media dei voti viene concesso l’accesso al “gymnasium”…). Ma anche noi potremmo imparare qualcosina da loro, sotto altri punti di vista.

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