Cosa è rimasto del più bel cMOOC del reame?

Dopo un bel po’ di assenza da questo blog mi è venuto in mente che alla fin fine, tutto è iniziato da qui, e dal quel meraviglioso cMOOC del Prof. Andreas
Cosa è rimasto a distanza di un anno e mezzo, forse più?
Tanto, tantissimo, direi.
Innanzi tutti la consapevolezza che il blog è lo strumento didattico che mi è più congeniale per accompagnare gli studenti anche fuori dalla classe.
Tutte le altre soluzioni che avevo provato, da Claroline a Edmodo, da Moodle al gruppo Facebook, non mi erano congeniali.
Il blog sì: aperto, facilmente fruibile senza password, e soprattutto tanto interattivo, se davvero riusciamo a utilizzarlo nel modo giusto.
Non sempre gli studenti rispondono entusiasticamente, alcuni post sono privi di commenti, ma tutti (io compresa) possono comunque ritornarci e ricercare le cose che hanno trovato interessanti, o che devono riprendere per qualche motivo.
Il mio preferito è questo. Fateci un giro se ne avete voglia 🙂
Ah, dimenticavo, tutti gli altri cosiddetti MOOC che ho provato dopo (da quelli di Coursera a quelli di European SchoolNet Academy, non sono dei veri MOOC, perché alla fine molti dei materiali sono protetti e non si possono ricondividere o riutilizzare fuori dal MOOC stesso…

Create a Couch Surfing Profile

Una grande idea da parte di un collega brasiliano, per migliorare la fluency dei nostri studenti (e magari lo speaking, se poi davvero si mettono a saltare da un divano all’altro 😉 )

Ensina Cuiaba

Couchsurfing is a site similar to facebook for people who like traveling. A couch is another way of saying sofa, and this site is a great way of meeting new people, practicing English and sometimes even letting the cool people surf on your couch! The primary purpose of this funwork activity is to create an account in English, write about yourself  and potentially meet like-minded people who like traveling in the future.

couch_surfing2

With the World Cup in Cuiaba, many English speaking tourists will come to Cuiaba. But will Cuiaba be ready? There will be over 78,000 tourists coming and hotels have the capacity for 15,000 people. So where will all these people stay? In the Pantanal with Alligators!!??

Aerial view of the Arena Pantanal stadium in Cuiaba

If you want to read more about Couch Surfing,  here’s some more information:  https://www.couchsurfing.org/n/how-it-works

couch surf pics

Watch some of these videos and try to understand even some parts of what this crazy American is talking about…

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Amara… dolcissima scoperta

Visto che in questo periodo non ho neanche il tempo per respirare, approfitto del post di Monica per ricordarvi/mi quanto sia interessante tutto questo settore della sottotitolazione per me ancora quasi del tutto inesplorato.

cloud bianco

…anche se il nome qualche promessa la mantiene 😉

Insomma, mi sono lanciata anch’io nella sottotitolazione/traduzione collaborativa proposta dall’inesauribile e vulcanica Claude in questo post sul suo Bloglillon.
Ho creato un account su Amara (facendo attenzione a rifiutare il collegamento col mio account YouTube, come suggerito da Claude!).
Che meraviglia! Semplice e intuitivo da utilizzare, mi è bastato puntellare il mio inglese sgarrupato con Google Translator e ho tradotto qualche riga dei sottotitoli originali di questo video (continuando il lavoro già iniziato da Claude):


Poi ho salvato, poi sono tornata per continuare la traduzione e l’interfaccia mi sembrava cambiata. La prima volta mi compariva la riga di sottotitoli in inglese e  sotto di essa il campo per immettere la traduzione; il tutto si sincronizzava automaticamente con la sequenza video. Bellissimo!
Poi invece erano scomparsi i sottotitoli in inglese… beh, fin qui poco male. Ho aperto il video anche su YouTube…

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Pagine statiche e menù

Il buon cibo, buono in entrambi i sensi, per il gusto e per la salute, è da sempre uno dei miei pallini. Ricordo di essere stata una delle prime clienti del primissimo negozio di alimentazione naturale della mia cittá. La mia biblioteca è piena di libri di cucina naturale, dal Cucchiaio Verde, ai libri di macrobiotica, ai testi di Franco Berrino e Giovanni Allegro. Alimenti come le alghe, lo shoyu, il tofu, il seitan, l’umeboshi, i semi di lino sono di casa nei miei scaffali, e quando mi capita per le mani una ricetta invitante penso immediatamente a come renderla più salutare. Negli anni ho diminuito talmente tanto la quantitá di zucchero nei miei dolci che quando mi ritrovo in una normale pasticceria mi sembra sempre tutto terribilmente stucchevole.
Ecco perché ho pensato di creare una pagina del blog dedicata al Learning by Cooking, imparare l’inglese (e la buona alimentazione) cucinando.
Le pagine statiche hanno qualche difettuccio, però, dato che non hanno tag e categorie (quindi mi chiedo, i motori di ricerca le trovano? Vedrò di approfondire la questione…). Comunque, sono andata sul mio dashboard e ho cliccato su new page. Ho creato la pagina principale, poi ho cliccato di nuovo sullo stesso comando e ho creato una pagina con la prima ricetta Fruit Slice, una deliziosa barretta al cocco e ai cereali da fare in casa e poi portare a scuola o al lavoro per evitare di mangiare i terribili croissants precotti che si trovano ormai nella maggior parte dei bar. Questa pagina ha un parent, Learning by Cooking, che seleziono nella tendina a destra. Salvo tutto e poi vado sul blog, ma le due nuove pagine non le vedo da nessuna parte! Allora mi ricordo che la volta scorsa avevo aggeggiato ai menù, per creare delle pagine statiche visibili sulla barra superiore del blog. Vado lì, scelgo la pagina Learning by Cooking e clicco su “aggiungi a un menù” (add to menu se avete WordPress in inglese). Faccio la stessa cosa con la pagina Fruit Slice premurandomi di spostarla sotto la sua pagina parent ma leggermente a destra (come sottopagina). Ed ecco che tutto funziona! Lo scrivo qui per ricordarmelo la prossima volta che ne avrò bisogno, e anche perché potrebbe interessare a qualcuno.

Sottotitoliamo assieme? – #ltis13

Ribloggo questa utilissima panoramica di Claude sulle possibilità di creare sottotitoli per i video utilizzando strumenti disponibili on line.

Bloglillon

Veramente, con le allusioni all’uso che avevo fatto dell’applicazione web di sottotitolazione Amara per trascrivere i post audio di Andreas, un po’ intendevo vedere se ci sarebbe interesse per un’attività di sottotitolazione collaborativa.

Da una parte, sottotitolare video collaborativamente è facile e li rende molto più fruibili, non solo dai sordi – questo è ovvio – ma da tutti, e potrebbe anche essere integrato in attività di apprendimento. Ma dall’altra, #ltis13 è un laboratorio molto impegnativo, in un momento dell’anno scolastico dove i docenti hanno già tantissimi impegni.

Però alcuni di voi si sono già lanciati da soli – vedi Tutorial Prezi con sottotitoli di Anna Cilia – ed altri sembrano interessati: Luisella ha proposto di sottotitolare un tutorial video in inglese su Diigo.  E c’è il precedente “#linf12” quando Roberta, Laura e Flavia, che non avevano mai  sottotitolato prima, hanno sottotitolato i tre video in Una piccola introduzione alla…

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Più di tutto, insegnare a non avere paura

Spesso torna la domanda nel villaggio, a cosa serve imparare questo? a cosa serve imparare quest’altro? Penso che serva soprattutto a imparare a non avere paura. A cosa mi è servito imparare quei due tre codici di html che oramai so usare abbastanza bene (il grassetto, il corsivo, l’inserimento di un link, ecc.)? Soprattutto a non avere paura dell’html, che prima di questo corso mi era totalmente sconosciuto. Me ne sono accorta stasera quando volevo inserire un piccolo sondaggio (poll) nel blog di classe del mio progetto Comenius “IT competence in promoting our regions”. Blogger mi dava l’opportunità di mettere il widget del poll nella colonna di destra, ma a me non piaceva perché si leggeva male a causa dello sfondo scuro. Ma non trovavo il modo di inserirlo direttamente in un post. Allora ho digitato le seguenti parole nel motore di ricerca: EMBEDDING A POLL INTO A BLOGGER POST; e sono arrivata a questa pagina; che mi ha spiegato come fare! Non sapevo che per vedere la sorgente di una pagina web ci fosse un comando nel browser che utilizzo, Chrome. E soprattutto è stato molto divertente trovare i codici del mio widget, copiarli e incollarli dentro un post (anzi, dentro due post, dato che le domande erano due). Ecco il risultato!
Grazie al mitico prof e ai suoi collaboratori smanettoni, non ci sarei mai arrivata senza di voi!
Ovviamente, insegnare ai propri studenti a non avere paura è una cosa fondamentale soprattutto se siete (come me) insegnanti di lingua straniera. Per non creare studenti, che, come accadeva spesso in passato, sapevano benissimo la grammatica ma non spiccicavano parola, bisogna soprattutto insegnare loro a buttarsi, non avere paura di sbagliare (e questo vale in molti altri settori, non esclusivamente nell’ambito delle lingue straniere).

Googlecrazia

Grazie alle tante cose apprese nel cMOOC della IUL, sto provando ad utilizzare il blog nella didattica in modo più attivo. Nel 2008 ho imparato ad usare Blogger grazie da un collega tedesco con cui avevo (e ho tuttora) un progetto Comenius, e da allora avevo sempre usato il blog come diario pubblico di progetto, caricando foto e testi talvolta (anzi quasi sempre) scritti dagli studenti ma gestendo in prima persona la parte amministrativa.
Un paio di settimane fa, invece, ho creato un blog per una classe terza ad indirizzo turistico coinvolta in un progetto Comenius con una scuola polacca, e ho invitato i miei studenti a diventare loro stessi autori. Solo che non mi ero resa conto del fatto che ormai Blogger appartiene a Google e che per diventare autori bisogna avere un indirizzo Gmail. Alcuni lo avevano già, ma altri hanno dovuto crearlo. Tornassi indietro creerei il blog su WordPress, ma ormai è tardi. Avevo preferito Blogger perché penso che per una prima esperienza sia più facile da usare, ma invece, considerando che loro sono nativi digitali, probabilmente non si sarebbero spaventati affatto. Se avete voglia di fare un giro in Toscana, ecco qualche dritta sui ristoranti preferiti dai miei alunni. Attenzione! Non ho ancora corretto quasi niente!

Luisella da iPhone

Il nostro cervello e le intelligenze multiple

cervello_destro Mi piace molto questa immagine postata da Antonella. Come ho scritto nel mio commento al suo post, mi dà l’idea che forse è proprio proponendo ai nostri studenti attività che stimolino entrambi gli emisferi del cervello, che riusciremo a ottenere i migliori risultati in termini di motivazione, apprendimento, soddisfazione personale. E si ritorna forse al discorso che mi è tanto caro sulle intelligenze multiple. Proponendo tanti tipi di attività, in cui lo studente diventa attivo e protagonista, si riescono forse ad attivare le varie aree del cervello e anche a tirare fuori il meglio da tutti gli studenti. Chi non è tanto portato per la logica, che di solito nella nostra scuola la fa da padrone, sopperirà con l’intelligenza cinestetica, linguistica, musicale o interpersonale, ad esempio. Ho spesso notato che studenti molto bravi a fare una determinata attività non riescono poi a fare cose che mi sembrano estremamente semplici, e una ragione ci sarà!

Nota: inizialmente non sapevo se l’immagine in questione era protetta da copyright. Poi però ho notato che c’era l’url di un sito in basso, e sono andata a controllare. Si tratta del sito Cartoon A Day, i cui contenuti sono coperti da una licenza Creative Commons di tipo Attribution Noncommercial. Quindi per condividere una loro immagine basta farlo senza fini commerciali e citando la fonte. In pratica quello che devo riportare è questa informazione: Content originally appeared on CartoonADay.com (http://www.CartoonADay.com), and made available through a Creative Commons Attribution Noncommercial license (http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.5/).

Podcasts e Videocasts per apprendere l’inglese

Dato che questo blog dovrebbe essere anche un Teacher Portfolio, creo una nuova categoria, English Language Teaching, e inizio a postare qualche link di podcast e videocast interessanti. Uno di questi si chiama English Class 101 e contiene dei videocast molto carini, suddivisi anche per livelli. Quelli che finora mi sono sembrati più maneggevoli e più facili da usare anche in classe quando si hanno alcuni minuti prima che suoni la campanella, sono quelli che si chiamano English in 3 Minutes. Sono anche sottotitolati in inglese, il che è veramente fantastico, e contengono topics di grande utilità per conversare del più e del meno in inglese, oltre a qualche consiglio di tipo più culturale (ad esempio il #20… su Talking about Ages). Sono accessibili gratuitamente su smart phone, tablet o via computer su YouTubeEdu.

A Teacher Portfolio

Sono in fase riflessiva, vado a sbirciare nei blog creati dagli altri corsisti, ce ne sono veramente di belli. Clicco su “Follow blog” per rimanere aggiornata. Vedete sulla mia barra laterale destra quali blog sto seguendo perché uno dei “widget” disponibili su WordPress è appunto “Blogs I follow”. Erano anni che mi incuriosiva questa parola, widget, ma non avevo mai veramente approfondito. Invece l’ho imparato subito andando a curiosare nelle pagine di gestione del blog. In pratica è una sorta di “gadget”.

Scopro anche che se hai più di un blog su WordPress devi scegliere qual è il blog principale sui tuoi “settings” generali (altrimenti tutti quelli che cercano il tuo nome vanno a finire sul blog sbagliato, magari fermo da anni ;-)).

Si vanno formando un po’ di strade nel nostro villaggio. Prima di iniziare a decidere meglio come trasformare questo blog in un “Portfolio”, leggo, oltre al documento in inglese consigliatoci dal prof., molto interessante, anche quello in italiano sull’uso didattico dei blog. Nel frattempo ho imparato a creare dei link in cui non si vede l’indirizzo stesso del sito a cui rimando, ma una parola chiave “evidenziata” in azzurro. Sono soddisfatta!