Versione in italiano dell’incontro #loptis – Learning 2gether

Blog di Andreas Formiconi

Ricordate l’avventura di Lucia e Fabrizio nella comunità Learning 2gether?

Riassumo. Learning 2gether (Imparando insieme) è uno spazio di incontro per persone interessate all’insegnamento che si realizza mediante seminari online settimanali, solitamente tenuti la domenica o il lunedì. L’ideatore è Vance Stevens, un insegnante di inglese e esperto di tecnologie per l’insegnamento che attualmente lavora a Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti che si affaccia sul Golfo Persico.

Avevo ribloggato il post di Vance Stevens sul seminario che ha coinvolto Lucia, Fabrizio, Clude e Luisella il 23 giugno scorso, ma era tutto in inglese.

Poi Claude ha capitanato un’eroica opera di sottotitolazione e traduzione del seminario culminata in un invito a presentare Amara agli insegnanti di Learning 2gether e #loptis, in un seminario condotto da Vance Stevens. Per chi è interessato: questo è il post di Claude con tutte le info. L’incontro avrà luogo alle 16, ora italiana,

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Foto di fine corso

La foto di “fine corso”, ed ora inizia l’avventura #loptis

amentia verna

Fabrizio (Bartoli) lavora da qualche giorno alla nostra nuova mappa, che è pure interattiva, oltre ad essere esteticamente molto carina. Io posso metterla qui solo come immagine, nell’attesa speranzosa che Fabrizio non solo la renda pubblica, ma anche ci spieghi come fa.

Mappa_iscritti_cMOOC_2013_jpeg

Monica Terenghi invece ha spiegato tempo fa come ha fatto a fare la sua foto di classe. Volevo ribloggare il risultato, ma non ho trovato il magico tastino “reblog”, pur essendo il blog di Monica un WordPress. Forse Costantino, che è il nostro esperto di riblogging, mi spiega come fa??
Questo qua sotto è uno screenshot. Un’istantanea, insomma.
Cliccate il link per vedere la versione interattiva e le istruzioni.

Puzzle iscritti di Monica Terenghi

In un modo o nell’altro, siamo carini…

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Avventure di studenti che esplorano

Ed ecco anche la presentazione in inglese del nostro fantastico cMOOC, direttamente dal blog del prof., ma opera di Fabrizio, Lucia, Claude.

Blog di Andreas Formiconi

Fabrizio esplora il cyberspazio e incontra qualcosa di interessante, lo riblogga e Lucia se ne accorge. Esplora quindi anche lei. I due si intrufolano in una discussione e finisce che vengono invitati da Vance Stevens – un consulente di tecnologie per la formazione e insegnante di inglese – a fare una presentazione online alla sua comunità del nostro MOOC. Lucia propone a chiunque lo desideri di partecipare e contribuire. Hanno scritto un documento in Drive da usare nella presentazione online che faranno domenica 23 alle 16:00, ora italiana.

Chi vuole contribuire può scrivere le proprie proposte in un commento qui oppure richiedere  il permesso per editare (edit) direttamente il suddetto documento. Attualmente possono accedere al documento Lucia, Fabrizio, Claude, Davide, Laura e il sottoscritto. Chi vuole contribuire alla redazione può scrivere ad una di queste persone. Attenzione comunque a non affastellarci troppa roba, mi pare già bello nutrito.

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Fabrizio Bartoli, Lucia Bartolotti organize a discussion of the cMOOC ltis13

Non posso non riportare qui il post relativo al webinar sul nostro cMOOC tenutosi domenica scorsa nella “sala conferenze” di Vance Stevens. Grazie Vance, per l’ospitalità!

Learning2gether

Learning2gether Episode 166

Fabrizio Bartoli, Lucia Bartolotti, Claude Almansi, Luisella Mori and others discuss their recent cMOOC ltis13

download mp3
http://learning2getherdotnet.files.wordpress.com/2013/06/2013june23ltis13-10-001-64k.mp3

Recording in Bb Collaborate / Elluminate http://learningtimesevents.org/webheads/

What?

Fabrizio Bartoli, Lucia Bartolotti, Claude Almansi, Luisella Mori, and 480 others recently participated in a MOOC, more specifically a “cMOOC” (as described here )

Lucia writes: “Our ten-week cMOOC has just closed, with the collective decision to go on as a community, with new group initiatives springing out of it.

The creator of the cMOOC is professor Andreas Formiconi, from University of Florence and IUL-Italian University Line, which is a partnership of four Universities offering online courses to teachers.

A few interesting figures about the success of the cMOOC can be read here; those of you who can…

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La presentazione del cMOOC in inglese

Ecco la presentazione del cMOOC in inglese, preparata da Lucia, Fabrizio e Claude.

Chi vuole la può seguire in diretta oggi pomeriggio alle 16.00 ora italiana. Queste le istruzioni di Fabrizio: Chiacchierata online, in inglese, sul cMOOC itis13 su learning2gether. Chi vuole intervenire, parlare, ascoltare, curiosare, clicchi sul link seguente un po’ prima delle 16.00. http://learningtimesevents.org/webheads/

L’incontro è sulla piattaforma di BlackboardElluminate. Per chi non ha familiarità con la procedura (molto semplice) di accesso: il click sul link avvia o scarica java sul pc e poi fa il download del file di accesso (pochi secondi) che bisogna cliccare per eseguire. Date un nome utente e appena entrati nella ‘stanza’ effettuate il controllo speakers-microfono cliccando su audio wizard, se avete difficoltà a sentire o parlare. Per salvare link dalla chat o slide dalla lavagna ci sono comandi appositi sul menù in alto a sinistra o si usano i tasti ctrl+c ctrl+v per il copia-incolla sul pc. Happy talking!

P.S. Mio: Sul Mac è un po’ diverso, ci ho dovuto smanettare un po’ per scaricare il software necessario per far funzionare Elluminate (e ho dovuto cambiare le impostazioni di sicurezza). Infatti cliccando sul link della web conference si ottiene una pagina con questo messaggio:
We are aware of launching issues on Mac OS X 10.8.4. Please see article 2940 for assistance.
Sulla pagina successiva compare invece questo messaggio:
Announcement:Recent security changes released by Apple in the latest OS X Mountain Lion v10.8.4 update may prevent Web Conferencing customers from launching Blackboard Collaborate sessions.Click here for more information.
In realtà se scarico il piccolo file nominato meeting e clicco per aprilo, me lo apre Text Wrangler e vedo una serie di codici che non mi servono a niente. Mi viene allora l’idea di andare a cercare il file nella cartella download e di selezionare con il tasto destro apri con e scegliere Java.
Forse funziona, la piattaforma si apre… vedremo!

amentia verna

Condivido qui la presentazione preparata per l’evento di questo pomeriggio. E “speriamo che me la cavo”!!!


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Compiti sì – Compiti no, ovvero, ma le maestre se ne accorgono, che a colorare sono i genitori?

Giornata tranquilla sotto l’ombrellone ieri (finalmente…) e le chiacchiere da spiaggia vertono spesso e volentieri sulla scuola, e soprattutto sulla scuola primaria, per i genitori di quei bambini che magari hanno fatto la prima, oppure per quelli che magari proprio lo scorso settembre hanno intrapreso una nuova avventura scolastica, per un motivo o per un altro.

Tra una chiacchiera e l’altra, viene fuori il discorso sui compiti per casa. In Italia la lezione è sacra (cosa che in altri paesi europei è stata da tempo messa in discussione) e, soprattutto per i bambini che non frequentano il tempo pieno, è il primo vero scoglio. Ed è lì che viene fuori:

  1. che quasi tutti i genitori, la sera dopo cena si ritrovano a colorare le schede che i bambini (volenti o nolenti) hanno completato, ma che i genitori non hanno cuore di fargli anche colorare dopo aver passato un paio d’ore con loro a fargli fare quelle benedette schede 
  2. che in tutte le classi, invariabilmente, ci sono bambini che la lezione non la fanno MAI

Ed è lì che viene il dubbio: dare la lezione per casa è un atto democratico?

Sì perché, questi bambini che la lezione non la fanno mai, o sono particolarmente intelligenti, e allora non ci sono grossi problemi, oppure, magari, vengono da situazioni di svantaggio sociale o linguistico (famiglie in cui i genitori non possono seguirli e nemmeno possono permettersi di pagare qualcuno per farlo, famiglie in cui il livello linguistico dei genitori non è tale da permettere loro di aiutare i figli nei compiti, o più semplicemente famiglie che provengono da una cultura in cui fare i compiti non è contemplato o non è considerato una cosa importante) e già dalla classe prima della scuola primaria inizia a scavarsi un fossato che li espelle, di fatto, dal sistema formativo, o se vogliamo essere più ottimisti, li marginalizza.

Di questi problemi in Francia se ne parla in Parlamento, in Italia solo in poche situazioni si cercano soluzioni per cambiare le modalità di insegnamento / apprendimento, in modo da fare sì che la scuola sia il luogo dove i fossati si colmano, e non si scavano.

E questo, come ci ha fatto notare anche Lucia in un suo recente post, è il vero problema di cui ragionare quando si propone di passare alla Flipped Classroom.

E alla fine, a me rimane sempre il dubbio: ma le maestre lo sanno che a colorare sono i genitori?

Sbilanciamoci!

Come tanti sanno, la vera fine dell’anno, psicologicamente, e non solo per noi insegnanti e/o genitori, sono i mesi di giugno, luglio, agosto. Finisce l’anno scolastico, prima o poi iniziano le ferie per tutti, e a settembre si ricomincia. Tempo di bilanci dunque, anche per il nostro cMOOC, che per fortuna continuerà, anche se ufficialmente termina il 12 giugno.

Faccio come Lucia, e copio pari pari una parte del bilancio di Antonella, che ha scritto molto chiaramente quello che penso e provo anch’io. Sono felice di aver partecipato a questo cMOOC: 

1 perché ho appreso cose nuove ( l’uso dei feed, dei codici, di qualche programma nuovo utile come piratepad o notepadplusplus o rsswol, di qualche sito prezioso come quello che insegna a sperimentare il linguaggio html e non solo, l’importanza dei tag sopra l’utilità delle categorie…; e poi ancora, l’uso dei socialbookmarking come diigo, la possibilità di creare gruppi di lavoro e di intesa/ricerca comune, la creazione di blog uniti da interessi comuni dove i partecipanti mettono il loro mondo, la loro esperienza, il proprio vissuto e le proprie domande, la scoperta di strumenti che possono far sottotitolare i video tutorial così preziosi ed indispensabili per la comprensione dei contenuti)

 2 perché sono entrata in contatto con professionisti e non solo che esprimono/condividono le loro competenze, perplessità, umanità e risorse; a volte varie e disparate, a volte simili e congeniali, ma tutte importanti perchè espressione di autenticità e serietà, unita all’allegria di esserci, alla consapevolezza del fare, del dire, del pensare.

 3 perché mi piace questo modo di usare il web; così si fa scuola attraverso la rete, così si fa formazione permanente a un costo contenuto se non addirittura gratuito, così si possono creare intelligenze interattive dove lo scambio e il confronto in tempo reale possono fare la differenza, dove possono nascere idee, progetti, riflessioni e valutazioni mai definitive, mai fine a se stesse.

Le uniche pecche (mie) riguardano le ultime due settimane: sono stata talmente sommersa dagli adempimenti di fine anno che ho lasciato un po’ in sospeso il lavoro fatto, che per fortuna potrò comunque continuare, grazie alla disponibilità di Andreas e alla voglia di farlo di gran parte degli abitanti del villaggio. Mi è piaciuta molto l’ultima parte, in cui tante persone si sono aggregate per partecipare ad attività collaborative di vario tipo (traduzioni, sottotitolazioni, gruppo L2, lavoro costante su Diigo…) anche grazie alla sapiente e infaticabile Claude.
Un’altra pecca (ancora mia, ma forse condivisa anche da altri), senza dubbio, sarà il fatto che difficilmente ci potremo in futuro accontentare di semplici corsi di aggiornamento che ci insegnano come usare un nuovo tool, software o dispositivo dal punto di vista tecnico. Siamo diventati più esigenti, proprio in questi giorni mi sono trovata a fare qualche attività per imparare ad utilizzare delle app per iPad e ho trovato il tutto estremamente, tristemente, arido e parecchio, ma parecchio noioso.
Insomma, mi sbilancio, e un bel 10 e lode a questo corso/percorso e a tutte le trame e i rivoli che ha creato, glielo do!

Amara… dolcissima scoperta

Visto che in questo periodo non ho neanche il tempo per respirare, approfitto del post di Monica per ricordarvi/mi quanto sia interessante tutto questo settore della sottotitolazione per me ancora quasi del tutto inesplorato.

cloud bianco

…anche se il nome qualche promessa la mantiene 😉

Insomma, mi sono lanciata anch’io nella sottotitolazione/traduzione collaborativa proposta dall’inesauribile e vulcanica Claude in questo post sul suo Bloglillon.
Ho creato un account su Amara (facendo attenzione a rifiutare il collegamento col mio account YouTube, come suggerito da Claude!).
Che meraviglia! Semplice e intuitivo da utilizzare, mi è bastato puntellare il mio inglese sgarrupato con Google Translator e ho tradotto qualche riga dei sottotitoli originali di questo video (continuando il lavoro già iniziato da Claude):


Poi ho salvato, poi sono tornata per continuare la traduzione e l’interfaccia mi sembrava cambiata. La prima volta mi compariva la riga di sottotitoli in inglese e  sotto di essa il campo per immettere la traduzione; il tutto si sincronizzava automaticamente con la sequenza video. Bellissimo!
Poi invece erano scomparsi i sottotitoli in inglese… beh, fin qui poco male. Ho aperto il video anche su YouTube…

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Pagine statiche e menù

Il buon cibo, buono in entrambi i sensi, per il gusto e per la salute, è da sempre uno dei miei pallini. Ricordo di essere stata una delle prime clienti del primissimo negozio di alimentazione naturale della mia cittá. La mia biblioteca è piena di libri di cucina naturale, dal Cucchiaio Verde, ai libri di macrobiotica, ai testi di Franco Berrino e Giovanni Allegro. Alimenti come le alghe, lo shoyu, il tofu, il seitan, l’umeboshi, i semi di lino sono di casa nei miei scaffali, e quando mi capita per le mani una ricetta invitante penso immediatamente a come renderla più salutare. Negli anni ho diminuito talmente tanto la quantitá di zucchero nei miei dolci che quando mi ritrovo in una normale pasticceria mi sembra sempre tutto terribilmente stucchevole.
Ecco perché ho pensato di creare una pagina del blog dedicata al Learning by Cooking, imparare l’inglese (e la buona alimentazione) cucinando.
Le pagine statiche hanno qualche difettuccio, però, dato che non hanno tag e categorie (quindi mi chiedo, i motori di ricerca le trovano? Vedrò di approfondire la questione…). Comunque, sono andata sul mio dashboard e ho cliccato su new page. Ho creato la pagina principale, poi ho cliccato di nuovo sullo stesso comando e ho creato una pagina con la prima ricetta Fruit Slice, una deliziosa barretta al cocco e ai cereali da fare in casa e poi portare a scuola o al lavoro per evitare di mangiare i terribili croissants precotti che si trovano ormai nella maggior parte dei bar. Questa pagina ha un parent, Learning by Cooking, che seleziono nella tendina a destra. Salvo tutto e poi vado sul blog, ma le due nuove pagine non le vedo da nessuna parte! Allora mi ricordo che la volta scorsa avevo aggeggiato ai menù, per creare delle pagine statiche visibili sulla barra superiore del blog. Vado lì, scelgo la pagina Learning by Cooking e clicco su “aggiungi a un menù” (add to menu se avete WordPress in inglese). Faccio la stessa cosa con la pagina Fruit Slice premurandomi di spostarla sotto la sua pagina parent ma leggermente a destra (come sottopagina). Ed ecco che tutto funziona! Lo scrivo qui per ricordarmelo la prossima volta che ne avrò bisogno, e anche perché potrebbe interessare a qualcuno.