Cosa è rimasto del più bel cMOOC del reame?

Dopo un bel po’ di assenza da questo blog mi è venuto in mente che alla fin fine, tutto è iniziato da qui, e dal quel meraviglioso cMOOC del Prof. Andreas
Cosa è rimasto a distanza di un anno e mezzo, forse più?
Tanto, tantissimo, direi.
Innanzi tutti la consapevolezza che il blog è lo strumento didattico che mi è più congeniale per accompagnare gli studenti anche fuori dalla classe.
Tutte le altre soluzioni che avevo provato, da Claroline a Edmodo, da Moodle al gruppo Facebook, non mi erano congeniali.
Il blog sì: aperto, facilmente fruibile senza password, e soprattutto tanto interattivo, se davvero riusciamo a utilizzarlo nel modo giusto.
Non sempre gli studenti rispondono entusiasticamente, alcuni post sono privi di commenti, ma tutti (io compresa) possono comunque ritornarci e ricercare le cose che hanno trovato interessanti, o che devono riprendere per qualche motivo.
Il mio preferito è questo. Fateci un giro se ne avete voglia 🙂
Ah, dimenticavo, tutti gli altri cosiddetti MOOC che ho provato dopo (da quelli di Coursera a quelli di European SchoolNet Academy, non sono dei veri MOOC, perché alla fine molti dei materiali sono protetti e non si possono ricondividere o riutilizzare fuori dal MOOC stesso…

Sbilanciamoci!

Come tanti sanno, la vera fine dell’anno, psicologicamente, e non solo per noi insegnanti e/o genitori, sono i mesi di giugno, luglio, agosto. Finisce l’anno scolastico, prima o poi iniziano le ferie per tutti, e a settembre si ricomincia. Tempo di bilanci dunque, anche per il nostro cMOOC, che per fortuna continuerà, anche se ufficialmente termina il 12 giugno.

Faccio come Lucia, e copio pari pari una parte del bilancio di Antonella, che ha scritto molto chiaramente quello che penso e provo anch’io. Sono felice di aver partecipato a questo cMOOC: 

1 perché ho appreso cose nuove ( l’uso dei feed, dei codici, di qualche programma nuovo utile come piratepad o notepadplusplus o rsswol, di qualche sito prezioso come quello che insegna a sperimentare il linguaggio html e non solo, l’importanza dei tag sopra l’utilità delle categorie…; e poi ancora, l’uso dei socialbookmarking come diigo, la possibilità di creare gruppi di lavoro e di intesa/ricerca comune, la creazione di blog uniti da interessi comuni dove i partecipanti mettono il loro mondo, la loro esperienza, il proprio vissuto e le proprie domande, la scoperta di strumenti che possono far sottotitolare i video tutorial così preziosi ed indispensabili per la comprensione dei contenuti)

 2 perché sono entrata in contatto con professionisti e non solo che esprimono/condividono le loro competenze, perplessità, umanità e risorse; a volte varie e disparate, a volte simili e congeniali, ma tutte importanti perchè espressione di autenticità e serietà, unita all’allegria di esserci, alla consapevolezza del fare, del dire, del pensare.

 3 perché mi piace questo modo di usare il web; così si fa scuola attraverso la rete, così si fa formazione permanente a un costo contenuto se non addirittura gratuito, così si possono creare intelligenze interattive dove lo scambio e il confronto in tempo reale possono fare la differenza, dove possono nascere idee, progetti, riflessioni e valutazioni mai definitive, mai fine a se stesse.

Le uniche pecche (mie) riguardano le ultime due settimane: sono stata talmente sommersa dagli adempimenti di fine anno che ho lasciato un po’ in sospeso il lavoro fatto, che per fortuna potrò comunque continuare, grazie alla disponibilità di Andreas e alla voglia di farlo di gran parte degli abitanti del villaggio. Mi è piaciuta molto l’ultima parte, in cui tante persone si sono aggregate per partecipare ad attività collaborative di vario tipo (traduzioni, sottotitolazioni, gruppo L2, lavoro costante su Diigo…) anche grazie alla sapiente e infaticabile Claude.
Un’altra pecca (ancora mia, ma forse condivisa anche da altri), senza dubbio, sarà il fatto che difficilmente ci potremo in futuro accontentare di semplici corsi di aggiornamento che ci insegnano come usare un nuovo tool, software o dispositivo dal punto di vista tecnico. Siamo diventati più esigenti, proprio in questi giorni mi sono trovata a fare qualche attività per imparare ad utilizzare delle app per iPad e ho trovato il tutto estremamente, tristemente, arido e parecchio, ma parecchio noioso.
Insomma, mi sbilancio, e un bel 10 e lode a questo corso/percorso e a tutte le trame e i rivoli che ha creato, glielo do!

Gruppi di lavoro o affinità elettive?

Ribloggo il post di Lucia, perché presenta una piano di battaglia veramente fenomenale per iniziare a taggare i nostri post, i nostri commenti e i siti che ci interessano nel nostro gruppo #ltis13 di Diigo.

amentia verna

Gli ultimi interventi del prof mi hanno chiarito le idee e mi hanno riconciliata con l’affastellarsi di tag e segnalazioni su Diigo.

Anche con Bloglines era andata così: frastornata dall’accumularsi di blog e articoli mi ero inizialmente sentita un po’ persa. Nel tentativo di riprendere un certo controllo (impossibile, ma tant’è… L’idea mi dava sicurezza) avevo a cominciato a compulsare le decine e decine di blog con ordine, uno dopo l’altro così come si presentavano in modalità “widget” (ogni autore nella sua ordinata casellina…). Una volta rassicurata l’immigrata digitale in me, mi sono sciolta un pochino e ho cominciato a dare un’occhiata ai post man mano che uscivano. E’ un procedimento meno “ingessato”, così presto la curiosità ha preso il sopravvento e ho lasciato perdere ordine e categorie, avvicinandomi al comportamento dei nativi digitali.

Con i tag che si sono accumulati in PiratePad è stata un po’ la stessa cosa:…

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