Cosa è rimasto del più bel cMOOC del reame?

Dopo un bel po’ di assenza da questo blog mi è venuto in mente che alla fin fine, tutto è iniziato da qui, e dal quel meraviglioso cMOOC del Prof. Andreas
Cosa è rimasto a distanza di un anno e mezzo, forse più?
Tanto, tantissimo, direi.
Innanzi tutti la consapevolezza che il blog è lo strumento didattico che mi è più congeniale per accompagnare gli studenti anche fuori dalla classe.
Tutte le altre soluzioni che avevo provato, da Claroline a Edmodo, da Moodle al gruppo Facebook, non mi erano congeniali.
Il blog sì: aperto, facilmente fruibile senza password, e soprattutto tanto interattivo, se davvero riusciamo a utilizzarlo nel modo giusto.
Non sempre gli studenti rispondono entusiasticamente, alcuni post sono privi di commenti, ma tutti (io compresa) possono comunque ritornarci e ricercare le cose che hanno trovato interessanti, o che devono riprendere per qualche motivo.
Il mio preferito è questo. Fateci un giro se ne avete voglia 🙂
Ah, dimenticavo, tutti gli altri cosiddetti MOOC che ho provato dopo (da quelli di Coursera a quelli di European SchoolNet Academy, non sono dei veri MOOC, perché alla fine molti dei materiali sono protetti e non si possono ricondividere o riutilizzare fuori dal MOOC stesso…

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Googlecrazia

Grazie alle tante cose apprese nel cMOOC della IUL, sto provando ad utilizzare il blog nella didattica in modo più attivo. Nel 2008 ho imparato ad usare Blogger grazie da un collega tedesco con cui avevo (e ho tuttora) un progetto Comenius, e da allora avevo sempre usato il blog come diario pubblico di progetto, caricando foto e testi talvolta (anzi quasi sempre) scritti dagli studenti ma gestendo in prima persona la parte amministrativa.
Un paio di settimane fa, invece, ho creato un blog per una classe terza ad indirizzo turistico coinvolta in un progetto Comenius con una scuola polacca, e ho invitato i miei studenti a diventare loro stessi autori. Solo che non mi ero resa conto del fatto che ormai Blogger appartiene a Google e che per diventare autori bisogna avere un indirizzo Gmail. Alcuni lo avevano già, ma altri hanno dovuto crearlo. Tornassi indietro creerei il blog su WordPress, ma ormai è tardi. Avevo preferito Blogger perché penso che per una prima esperienza sia più facile da usare, ma invece, considerando che loro sono nativi digitali, probabilmente non si sarebbero spaventati affatto. Se avete voglia di fare un giro in Toscana, ecco qualche dritta sui ristoranti preferiti dai miei alunni. Attenzione! Non ho ancora corretto quasi niente!

Luisella da iPhone

Podcast

Oggi girello un po’ tra i blog, e ritorno a leggere qualcosa sui podcast. In particolare, grazie a un commento di Luca Piergiovanni su iamarf, trovo questa pagina, in cui si spiega molto bene in cosa consiste il progetto Chocolat3B, e, sorpresa, scopro che anche numerose università di tutto il mondo mettono a loro disposizione lezioni via iTunesU. Devo proprio iniziare ad utilizzare queste risorse! Per capire cos’è un podcast e a cosa serve, è molto utile anche questo velocissimo video.

Mi sembra che il villaggio sia diviso in due quartieri, più qualche villetta sparsa. All’interno dello stesso quartiere, è più facile tessere relazioni, cliccando su “Follow” per seguire un blog, e facendo comparire il link dei blog che seguiamo all’interno del nostro stesso blog. Per comunicare tra i due quartieri, la strada migliore sembra essere quella degli aggregatori di feed. O ci saranno anche altre possibilità a me al momento ignote?

Pasticciare con i file OPLM, atto secondo

Ecco dunque come sono andate le cose. Dopo aver importato tutti i nuovi feed messi a disposizione dal prof in due file .oplm (uno per #ltis13 e uno per #linf12), mi sono accorta che c’erano due cose che mi davano un po’ sui nervi (e nemmeno poco). Prima cosa, nella cartella dei feed del linf12 mi ritrovavo di nuovo tutti i feed del blog del prof (e anche i commenti al blog del prof) che io già avevo in altre due cartelle create a suo tempo (quando avevamo imparato a utilizzare gli aggregatori). Seconda cosa, i feed del #ltis13 mi andavano a finire in due cartelle diverse, che però non erano una per i feed dei blog e una per i commenti, bensì una per tutti i blog e i commenti ai blog fatti con WP e Blogger, l’altra per tutti i feed dei blog e dei commenti ai blog fatti con altre soluzioni (noblogs, Altervista, WP installato su server ecc.).

Mi sono messa dunque a riaprire i due file oplm, e per prima cosa ho cancellato dal file del linf12 le stringhe riguardanti il blog iamarf e i commenti al blog iamarf. Ho reimportato il tutto, e funzionava.

Poi, preso coraggio dopo il successo della prima operazione, ho aperto il file oplm di ltis13. Lì, ho duplicato il file, e da uno ho tolto tutte le righe relative ai commenti, dall’altro le righe relative ai feed dei blog. Rimaneva sempre il problema di quel rigo che separava i blog creati con soluzioni alternative, e che corrispondeva al titolo della cartella che mi si veniva a creare in Bloglines (sarà che il prof ce l’ha messa perché vuole “studiare” cosa succede con le soluzioni alternative? però a me ora non serve!). Ho cancellato quella riga:

<outline title="ltis13_s">

e poi anche la riga precedente, che sembrava una “chiusura” della cartella precedente:

</outline>

Ed ecco che, reimportando il tutto in Bloglines (dopo aver cancellato i feed precedentemente importati con il file del prof), mi ritrovo con due belle cartelle, una denominata ltis13, l’altra ltis13comments (eh sì, a quel punto avevo preso gallo, e nel file oplm dei commenti mi sono anche divertita a cambiare il titolo della cartella, in questo rigo:

 <outline title="ltis13">

che è diventato:

 <outline title="ltis13comments">feed commenti

CAOS = LINF#13

Sì, ora che finalmente sono riuscita a importare tutti i feed dei nostri blog, e tutti i feed dei commenti, e tutti i feed dei blog di #linf12 nel mio bloglines… e sto vedendo quanti sono… ok, sono quasi nel panico! come si fa a leggere tutto? non si può, bisogna iniziare ad andare a naso, sbirciare, pasticciare, lasciare una piccola traccia qua e là, un “mi piace”, un commento, un saluto. E’ il vaccino di cui parla quel matto del prof # http://iamarf.org/2013/04/19/chi-e-che-racconta-ltis13/

studiaconme

16Aprile

Caos. La nascita di una nuova scienza – saggio dello scrittore americano James Gleick pubblicato in originale nel 1987 (da Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Caos )

Non per niente:  Il libro nel 1988 è stato finalista per il Premio Pulitzer per la sezione saggistica, ed è stato tradotto in 18 lingue

Nel libro si racconta come dal lavoro indipendente di alcuni ricercatori di discipline diverse siano emerse le basi della teoria del caos, capace di gettare nuova luce su fenomeni caratterizzati da gradi di complessità tali da renderli apparentemente insolubili, rivelandone l’intrinseca imprevedibilità, secondo modelli però sorprendentemente regolari e capaci di ripetersi a scale diverse

Prof. : ma SIAMO NOI!

Dì la verità…TU SEI… James Gleick e…buonanotte a tutti!

😉

A

p.s

Riordinando il diario ho trovato questo e lo appunto qui.

Già il 9 Aprile Giovanna recitava così: “Sto entrando nella filosofia di questo caos..forse…. e comincio a pensare…

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A Teacher Portfolio

Sono in fase riflessiva, vado a sbirciare nei blog creati dagli altri corsisti, ce ne sono veramente di belli. Clicco su “Follow blog” per rimanere aggiornata. Vedete sulla mia barra laterale destra quali blog sto seguendo perché uno dei “widget” disponibili su WordPress è appunto “Blogs I follow”. Erano anni che mi incuriosiva questa parola, widget, ma non avevo mai veramente approfondito. Invece l’ho imparato subito andando a curiosare nelle pagine di gestione del blog. In pratica è una sorta di “gadget”.

Scopro anche che se hai più di un blog su WordPress devi scegliere qual è il blog principale sui tuoi “settings” generali (altrimenti tutti quelli che cercano il tuo nome vanno a finire sul blog sbagliato, magari fermo da anni ;-)).

Si vanno formando un po’ di strade nel nostro villaggio. Prima di iniziare a decidere meglio come trasformare questo blog in un “Portfolio”, leggo, oltre al documento in inglese consigliatoci dal prof., molto interessante, anche quello in italiano sull’uso didattico dei blog. Nel frattempo ho imparato a creare dei link in cui non si vede l’indirizzo stesso del sito a cui rimando, ma una parola chiave “evidenziata” in azzurro. Sono soddisfatta!